Oggi, viaggiando con la nostra redazione per diverse province della Campania, non abbiamo fatto altro che incontrare blocchi stradali rivolti ai soli automezzi pesanti.

Quello che ci ha stupito, in tutti i casi, è che educatamente, senza grinta, senza schiamazzi, i camionisti fossero molto gentili e molto precisi nell’indicare come attraversare, se avessi avuto l’automobile.

Noi siamo passati a Caserta Nord, Caserta Sud, Napoli Nord. Tutti questi momenti ci hanno fatto riflettere profondamente.

La prima riflessione che dobbiamo farci è: il mondo dei trasporti è integrato, è vicino alla nostra vita? La risposta è sì. Se i trasporti aumentano, aumenta il costo dei beni primari e quindi aumentano i costi anche della frutta e della verdura a scaffale. Quindi quanto è giusto aumentare i carburanti in questo momento? Quanto è importante per noi cittadini ricevere in questo momento l’assistenza delle istituzioni che, in questi momenti di crisi, devono farsi sentire ancora più vicine per farci sentire una società unica?

Crediamo fortemente che questo sciopero abbia delle motivazioni molto valide. Crediamo che questo sciopero sia molto civile, a differenza degli scontri di piazza che si sono visti a Milano e Torino, dove una banda di facinorosi con la scusa del caro-vita ha distrutto e depredato negozi e boutique anche di piccoli artigiani.

Rompere, distruggere, rubare, non è lo stesso segnale che stiamo vedendo nei blocchi stradali qui al Sud. Automobilisti, camionisti e tutta la cittadinanza rispetta l’uno lo sciopero dell’altro. Sovente, passando vicino agli scioperanti, qualcuno gli faceva segno di andare avanti, qualcun altro gli chiedeva se gli servisse qualcosa.

Fermi, dignitosamente, nel loro dolore, manifestano per il bene di tutta la società. Si organizzano con thermos con dentro caffè e con dell’acqua, non con spranghe di ferro e non incappucciati. Hanno il volto libero. Libero dalla violenza.

E soprattutto questi uomini e queste donne del comparto dei trasporti ci affascinano per la loro resilienza e per il loro modo di dire basta agli aumenti discriminati di carburante, che sono probabilmente speculazioni, o sono solo un sistema politico che non riesce a vivere se non di speculazioni, per combattere l’aumento dei prezzi dei carburanti e soprattutto di quello che l’aumento produce sulle nostre tavole e nella vita della nostra popolazione.

Quindi non fermateli. Sosteneteli, se potete. Sempre.

Pierluca Marino