Indipendentemente dall’interpretazione, dalla scenografia e dalla regia, questo è un film che noi di FocusNotizie.News vi invitiamo a vedere.

Perché? Perché il parallelismo che vi verrà immediatamente alla luce è quello tra la Napoli di oggi e la Napoli di quarant’anni fa.

La Napoli di oggi è meravigliosa, radiosa, al centro di tutte quelle che sono le direzioni culturali e turistiche.

Quarant’anni fa era una Napoli abbastanza spenta, buia, grigia. Sembrava quasi una città del Nord. Con una serie di problemi importanti di natura sociale e sociologica che oggi, in qualche modo, sono mitigati dal fatto che in quarant’anni, generazione dopo generazione, abbiamo compreso gli errori e abbiamo iniziato ad evitarli.

Una Napoli raccontata degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta dove c’era tanta microcriminalità. Non come oggi, ma molto peggio. C’era la spazzatura per strada, non come oggi, ma molto peggio. E c’era una scolarizzazione molto bassa, non come oggi, molto peggio.

Quindi ognuno di quelli delle vecchie generazioni che dicono “si stava meglio prima”. Prima quando, mi chiedo? Prima quando c’erano ragazzi che si drogavano per strada? Prima quando non era possibile mettere le macchine ovunque senza un luogo per il passeggio? Dove sicuramente si leggevano i giornali e si leggevano più giornali, ma sicuramente non si aveva l’informazione di oggi?

Quindi tre riflessioni.

Numero uno: facciamo un’analisi generazionale. Cosa si è migliorato rispetto a quarant’anni fa?

Numero due: quanto abbiamo ancora da migliorare? Tantissimo. In che modo farlo? Ecco, immaginate voi delle strategie e mettetele in campo, diventate cittadini attivi.

Numero tre: la cultura. Anche se qualcuno ha detto che con la cultura non si mangia, invece la cultura non solo a Napoli ha fatto cambiare il paradigma. Perché con la cultura la gente ci campa, ma fondamentalmente la cultura apre la mente e crea degli interrogativi. Storia, ambiente e cultura musicale e artistica possono cambiare sicuramente il volto di una città e di un sistema paese.

Crediamo fortemente nei giovani. Ascoltiamoli. Senza di loro non possiamo pretendere che loro ci ascoltino con dei mezzi che sono per loro obsoleti, con dei processi mentali che loro ormai hanno già superato. Facciamo rete con i giovani, facciamo un patto generazionale che ci consenta di migliorare, fra quarant’anni, in un film che racconterà la vita di un artista contemporaneo, di come Napoli può cambiare ancora.

Viva Napoli e tutti i suoi mille colori. Viva Napoli in tutte le sue eccezioni. Viva Napoli, ora e sempre.

Pierluca Marino