Emma Bonino ci lascia dopo una vita trascorsa in prima linea per i diritti civili, la libertà e la dignità delle persone.
Una grande italiana, protagonista di alcune delle battaglie che hanno segnato la storia civile del nostro Paese.
Laureata alla Bocconi con una tesi sull’autobiografia di Malcolm X, visse a lungo a Roma, a Trastevere, prima di diventare una delle figure più riconoscibili del Partito Radicale. Fu protagonista delle battaglie per il divorzio e per la legalizzazione dell’aborto, fino alla legge 194, e si impegnò per la libertà delle donne e contro le mutilazioni genitali femminili.
Per queste battaglie, per i diritti conquistati e per quelli che ha continuato a difendere, tutte le donne italiane le devono riconoscenza.
Il suo impegno non si è fermato all’Italia: dalla lotta contro la pena di morte alla battaglia contro le mine antiuomo, dalla denuncia dei genocidi in Africa alla difesa dei diritti umani e della Corte penale internazionale. Contraria all’intervento militare in Kosovo, sostenne sempre il ruolo del diritto internazionale e della diplomazia.
Fortissima fu anche la sua aspirazione europea. Bonino ha visto nell’Europa non soltanto un’istituzione, ma il naturale spazio politico nel quale affermare libertà, democrazia, diritti e pace. Un’Europa più unita, più forte e più capace di parlare al mondo è stata una delle grandi idee che hanno accompagnato tutta la sua vita politica.
Commissaria europea, ministra degli Esteri, vicepresidente del Senato e parlamentare per decenni, Bonino ha continuato a battersi per questi ideali.
Ci lascia una grande italiana, una donna che ha fatto della libertà una ragione di vita e dei diritti una battaglia quotidiana, con lo sguardo sempre rivolto a un’Italia più libera e a un’Europa più unita.
Tra le opere che aiutano a ripercorrerne il pensiero e il percorso: Alfabeto Bonino (Bompiani, 2010), I doveri della libertà (Laterza, 2011) e A che ci serve l’Europa (Marsilio, 2024).
